Il modo in cui scriviamo grosse quantità di testo al giorno d’oggi è piuttosto semplice: basta avere alle proprie mani una tastiera, e si comincia abbondantemente a mettere vita a qualsiasi argomento si ha in mente. Fatto sta che questa tecnologia è nata più di 30 anni fa, e non si è evoluta poi così tanto. Naturalmente abbiamo a disposizione diverse scelte ora, possiamo scegliere di prendere una tastiera con tasti meccanici oppure una che ha a disposizione dei contatti a membrane. In ogni caso c’è sempre lo stesso meccanismo, che riguarda la discesa di un tasto ed ovviamente la pressione di vari componenti che creano il contatto necessario. Questo crea quello che è definito come latenza. Quando viene premuto un tasto vi è sempre un leggero ritardo, che parte dalla pressione del tasto fino alla comunicazione che va direttamente al computer in sé. Parte di questo ritardo è presente sia nel metodo di connessione,con filo o bluetooth, così come nel tipo di tasto utilizzato per la propria tastiera. A volte è anche un discorso di Polling, che riguarda la frequenza con la quale un dispositivo comunica con il PC. Più è alto, più questo ovviamente comunica velocemente con il computer. L’idea dei Switch ottici è perciò qualcosa che è nato per eliminare queste due problematiche. La prima a tentare l’implementazione è la Razer, il quale include questi switch in due tastiere dedicate ovviamente al Gaming.

Come funziona in sostanza uno switch ottico

La meccanica di come funziona uno switch ottico è piuttosto semplice: considerando che gli spazi interni offerti da una tastiera meccanica sono piuttosto ampi, la Razer ha trovato un modo per montare un sensore ottico che è capace di capire quando il tasto viene premuto, senza alcun bisogno di azionare un contatto o di usare numerosi piccoli componenti per completare l’operazione. Questo significa che il tasto può azionarsi molto più velocemente, offrire sempre una buona sensazione di pressione all’utente, e ridurre anche la “corsa” che ha un tasto dalla sua pressione al suo rilascio. Infine, questi modelli potranno godere d’un polling che va fino a 8000 Hz – il quale è un numero incredibilmente alto per una tastiera, cosa che può tranquillamente ottenere grazie alla ricchezza di componenti interni una volta rimossi i normali tasti meccanici. E’ chiaro che il futuro ci porterà delle tastiere che non hanno più bisogno di componenti meccanici, ma solo di sensori, nemmeno delle membrane o dei piccoli pezzi di plastica. 

Può aiutare nella scrittura? 

Questo ovviamente lo dirà il tempo. Al momento una tastiera meccanica dedicata alla scrittura veloce è capace di offrire uno splendido supporto, forse impossibile da sorpassare anche con le mani umane più svelte al mondo. Ma ovviamente può darsi che gli switch ottici offriranno anche altri vantaggi su questo fattore.

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