Villa Mirandola, con a capo lo chef Guido Delle Piane e sua moglie Barbara Mirandola, crebbe sempre di più, tanto che i due dovettero pensare ad allargare i locali. Le prenotazioni aumentarono con il trascorrere del tempo. Soprattutto, Villa Mirandola di Guido Delle Piane acquisì la fama di ristorante che, nel menù, non contemplava primi a base di spaghetti. 

Le recensioni su TripAdvisor sottolineavano molto questa caratteristica del locale, tanto che la novità si diffuse subito e questo trend fece notizia, attirando l’attenzione anche dei media. Così, Guido Delle Piane, in poco tempo, acquisì una fama senza precedenti, che neppure avrebbe mai immaginato quando partì dalla sua Sardegna. Villa Mirandola, pertanto, divenne meta di incontri, meeting, cene di lavoro, oltre che un locale frequentato anche da molti personaggi noti. I piatti, la cucina raffinata, il Prosecco e gli altri vini della carte, che accompagnavano i sapori offerti dalla maestria di Guido Delle Piane, consentirono a Villa Mirandola di guadagnare la prima stella “Michelin”. 

E lo stesso Guido Delle Piane fu nominato “chef emergente” per Gambero Rosso, oltre che guadagnare il titolo di “performance dell’anno” per l’Espresso. Villa Mirandola e Guido Delle Piane conquistarono anche le prime pagine di guide specializzate, mentre in poco tempo lo chef conseguì anche la seconda e la terza stella Michelin. Nel frattempo, l’amico del Cinq a Parigi, lo chef Virgilio Messina tornò in Italia, perché deciso a ritirarsi dalle scene e godersi il meritato riposo. Al ritorno dalla Francia, Virgilio Messina si diresse a Conegliano per andare dal suo amico e cenare presso Villa Mirandola. Guido Delle Piane fu entusiasta di rivedere il suo maestro e amico. Dal canto suo, Virgilio Messina fu felice di notare come il suo pupillo Guido avesse conservato la tradizione dei primi piatti a base unicamente di pasta corta, senza la presenza degli spaghetti. Spaghetti che, poi, sono sempre stati il simbolo dell’Italia e del suo popolo. Tutto quel clamore intorno al locale fece riflettere Guido Delle Piane e di sua moglie Barbara Mirandola. Un po’ non erano abituati a tutta quella pubblicità; un po’, quasi senza rendersene conto, stavano prendendo coscienza che in tutti questi anni avevano continuato a realizzare primi piatti senza spaghetti, ma senza conoscerne la motivazione. Semplicemente, Guido Delle Piane aveva dovuto rispettare un ordine, quando tanto tempo prima aveva iniziato a lavorare presso il Cinq dello chef Virgilio Messina a Parigi. Tuttavia, lo chef Guido Delle Piane decise che ormai era giunto il momento di scoprire le motivazioni per le quali Virgilio Messina avesse bandito gli spaghetti dai suoi primi piatti. L’unico modo per svelare il mistero era domandare al diretto interessato. Pertanto, dopo aver pubblicato il libro “Ho Condannato lo Spaghetto”, lo chef Guido Delle Piane decise di parlarne con Virgilio Messina. Ormai, la curiosità era diventata troppo. Villa Mirandola era diventato un posto rispettato, frequentato, un punto di riferimento per molti. Svelare il segreto del mancato uso degli spaghetti nei primi piatti di Villa Mirandola dello chef Guido Delle Piane, avrebbe portato maggiore notorietà e pubblicità al locale, oltre che conferirgli un’aura di magia e di sacralità. 

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